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Uno
dei problemi ricorrenti in ingegneria è rappresentato dalla
necessità di controllare lo smorzamento dei sistemi. In un sistema
meccanico o strutturale, lo smorzamento rappresenta la misura
del grado di dissipazione di energia prodotta dal moto del sistema
stesso. Il livello di smorzamento presente in un sistema è comunemente
misurato come una percentuale dello smorzamento critico, cioè
del livello in corrispondenza del quale il sistema tende a fermarsi
senza più oscillare.
Nel
caso di edifici alti lo smorzamento rappresenta un beneficio
perché, riducendo il moto, garantisce un maggiore equilibrio.
Gli edifici nella maggior parte dei casi hanno un livello di
smorzamento pari all’1% o il 2% dello smorzamento critico. In
linea generale questo, comunque, dipende dallo schema statico
e dai materiali.In presenza di forti vibrazioni dell’edificio,
uno dei problemi ricorrenti nella progettazione civile è rappresentato
proprio dalla necessità di aggiungere smorzamento alla struttura
per incrementarne la stabilità. Questo può essere fatto utilizzando
dei particolari dispositivi di controllo passivo che vengono
comunemente chiamati smorzatori a massa accordata o tuned
mass dampers (TMD).
In
generale il TMD è costituito da una massa collegata ad una struttura
attraverso un sistema di molle e uno smorzatore viscoso, ed
è posto preferibilmente in un punto della struttura dove le
oscillazioni sono maggiori.
Il
TMD si basa sul principio che, quando si è in risonanza, le
vibrazioni di un sistema meccanico poco smorzato possono essere
ridotte mediante l’aggiunta di una piccola massa (sistema ausiliario)
che accordata ad una frequenza all’incirca pari a quella propria
del sistema principale. L’aggiunta del TMD cambia quindi lo
schema di calcolo del sistema principale, aumentandone i gradi
di libertà: questo comporta che le vibrazioni di un sistema
a un grado di libertà possono quindi essere ridotte a quelle
di un sistema a due gradi di libertà dotato di uno smorzamento
maggiore.
Figura
1.13 - Schema
esemplificativo del funzionamento di uno smorzatore a massa
accordata
In
linea di massima l’efficienza del TMD dipende da tre parametri
principali:
il
coefficiente di smorzamento xTMD del TMD
il
rapporto W tra la
frequenza del TMD e la frequenza della struttura (tuning
ratio)
Una
volta scelto il valore della massa del TMD, le prestazioni del
sistema ausiliario possono essere ottimizzate determinando i
parametri W e xTMD
che restituiscono la risposta minima del sistema principale.
La quantità di smorzamento aggiunto alla struttura può essere
espressa come un incremento dello smorzamento viscoso del sistema
principale. La Figura
1.14 mostra un esempio in cui l’incremento di smorzamento
effettivo del sistema principale, raggiunto per valori di m
pari all’1%, 2% e 5% al variare di W
e per uno smorzamento xTMD
ottimale del TMD: lo smorzamento viscoso viene quindi incrementato
di oltre il 3.5% che è un valore sufficiente a ridurre significativamente
il moto degli edifici.
Figura
14 – Efficienza del TMD [da RWDI – Rowan Williams Davies &
Irwin Inc.]
Il
primo studio teorico sul comportamento dei sistemi con il TMD
fu condotto da Ormondroyd e Den Hartog (1928) e da Den Hartog
(1940). Fu considerato un sistema lineare non smorzato a
un grado di libertà, dotato di TMD sia non smorzato che smorzato,
e soggetto a una forzante armonica. Il TMD non smorzato, nonostante
la sua efficacia nel ridurre la risposta del sistema in risonanza,
fu scartato poiché l’ampiezza delle vibrazioni del TMD era alquanto
larga e la risonanza non veniva eliminata ma solo spostata in
frequenza.
A
questo primo studio ne seguirono molti altri, tra cui i più
importanti sono stati quelli di Luft nel 1979 e quelli di Ayorinde
e Warburton nel 1980, i quali, riprendendo gli studi di Ormondroyd
e Den Hartog, analizzarono la risposta di una struttura ad un
grado di libertà dotata di TMD e soggetta ad una forzante a
spettro piatto (rumore bianco).
1.
Applicazioni dei TMD nel campo dell’Ingegneria Civile
·
Centrepoint Tower, Sydney,
Australia
Una
delle prime applicazioni dei TMD, fu eseguita nel Centrepoint
Tower a Sydney in Australia, una torre destinata alle trasmissioni.
La struttura, alta 305m, è costituita da un cilindro circolare,
avente diametro di 6.70m, ed è sorretta da un sistema di 56
cavi di acciaio.In cima al cilindro si trova una torre di otto
piani e un’antenna. Alla struttura furono aggiunti due TMD,
le cui proprietà meccaniche (m
e W) furono calcolate
in riferimento al massimo valore dell’effettivo smorzamento
del sistema, nell’ipotesi che il sistema principale non avesse
alcuno smorzamento e che la forzante applicata fosse un rumore
bianco. I test in galleria del vento furono effettuati su un
modello aeroelastico della torre, con e senza smorzatori. Il
primo TMD a due gradi di libertà fu realizzato aggiungendo un
serbatoio d’acqua di 148000Kg in cima al torre di otto piani.
Il secondo TMD a due gradi di libertà di 33000Kg fu installato
in un secondo momento ad un’altezza intermedia per ridurre le
oscillazione relative al secondo modo di vibrare.
·
First City National Corporation
(Citicorp Center), New York, USA
L’edificio, situato nel centro di Manhattan,fu costruito
nel 1977, è alto 275m e ha una pianta approssimativamente quadrata
(Figura 1.15 ).
Figura
1.15
Nel
Febbraio del 1978 fu aggiunto, al 63° piano dell’edificio, un
TMD, in cemento armato e a due gradi di libertà, di 373000Kg
caratterizzato da un rapporto m
pari al 2% (Figura
1.16 ).
Figura
1.16 – Smorzatore a massa accordata installato nel Citicorp
Center
Il
TMD è accordato secondo le frequenze calcolate nelle due direzioni
x e y e ha uno smorzamento xTMD pari a 0.14 nelle due direzioni. Tale valore
è stato scelto abbastanza alto per ridurre gli spostamenti relativi
tra la struttura principale e il TMD. La rigidezza è garantita
dalla presenza di molle pneumatiche al nitrogeno, che permettono
una più facile regolazione del parametro W
in base ad eventuali cambiamenti delle caratteristiche dell’edificio
(ad esempio perdita di rigidezza dovuta alla rottura di qualche
elemento strutturale, incremento della massa dovuto ad aggiunta
di altri piani).
·
Petronas Tower, Kuala Lumpur, Malesia
Furono
costruite nel 1997 e sono situate nel centro di Kuala Lumpur.
Con un’altezza di 452m, sono oggi le torri più alte del mondo
(Figura 1.17 ).

Figura
1.17
A
ogni gamba del ponte sospeso furono installati tre TMD, per
un totale di dodici, allo scopo di mitigare le oscillazioni
dovute al distacco dei vortici. Un di questi TMD viene mostrato
in Figura 1.18 .

Figura
1.18 – Uno dei TMD progettati per le Petronas Tower
2. Progettazione di smorzatori a massa accordata per ciminiere
Le
ciminiere costituiscono una tipologia strutturale particolarmente
sensibile alle azioni del vento a causa della loro snellezza
e della loro deformabilità. La nascita di vibrazioni indotte
dal distacco dei vortici può portare al danneggiamento per fatica
del materiale, oppure addirittura al collasso immediato della
struttura. La prevenzione di questi fenomeni può richiedere
l’applicazione di speciali dispositivi per la mitigazione della
risposta strutturale, naturalmente in alternativa all’ovvio
provvedimento consistente nel realizzare una struttura più robusta.
Sono
numerose le possibilità disponibili: dispositivi passivi che
ostacolano il distacco regolare dei vortici (eliche, schemi
porosi, ecc.), dispositivi passivi che aumentano il valore del
fattore di smorzamento (strati di materiale pesante sul mantello
come gunite o ceramica, smorzatori a massa accordata, ecc.),
dispositivi attivi servocontrollati che applicano in modo automatico
forze antagoniste all’azione del vento (pendoli con attuatori,
smorzatori accordati con attuatori, ecc.).
Una
soluzione spesso adottata per mitigare le oscillazioni prodotte
dal distacco dei vortici è l’aggiunta di appendici aerodinamiche,
ovvero di spoiler lungo la superficie laterale della
ciminiera che, aumentandone la rugosità, riduce il livello di
coerenza delle forze indotte dal distacco dei vortici.
Figura
1.19
Uno
dei dispositivi più efficaci viene realizzato mediante un’appendice
di forma elicoidale (Figura
1.19 ) che si sviluppa di solito lungo l’altezza dell’ultimo
terzo della ciminiera dove cioè si risente maggiormente degli
effetti dovuti al distacco dei vortici. Questo sistema è utilizzato
frequentemente nel caso in cui le forze del vento non producono
oscillazioni tali da giustificare l’uso di un vero e proprio
smorzatore.
Tali
appendici hanno soprattutto il pregio di essere un espediente
molto economico: infatti, per ciminiere di modesta altezza,
un dispositivo del genere viene spesso realizzato mediante l’aggiunta
di una scala elicoidale in acciaio (Figura
1.20 ) che hanno la duplice funzione di mitigare le vibrazioni
della struttura e di permettere le frequenti ispezioni e i lavori
di manutenzione.
Figura
1.20
In
presenza di azioni del vento di notevole entità, si ricorre
a dispositivi più raffinati come gli smorzatori a massa accordata.
Figura
1.21
Questi,
normalmente, sono costituiti da una massa (di solito con valori
che variano tra l’1% e il 5% della massa modale della struttura)
che è realizzata mediante un anello metallico coassiale disposto
in testa alla struttura e avente diametro interno opportunamente
maggiore di quello della ciminiera stessa e sospeso mediante
pendoli ad apposite mensole collegate al mantello (Figura
1.21 ).
Figura
1.22
In
fase di sincronizzazione i vortici si staccano dal mantello
della ciminiera in maniera alternata con una frequenza pari
alla frequenza propria della struttura, generando in tal modo
delle forze che fanno oscillare violentemente la ciminiera.
La
presenza del TMD allevia le vibrazioni, in quanto l’anello metallico
si muove nella direzione opposta a quella del moto della struttura,
generando delle forze che si oppongono a quelle indotte dal
distacco. L’efficacia del TMD dipende essenzialmente da un buon
dimensionamento dei parametri che lo caratterizzano: se ben
accordati alla struttura, questi dispositivi permettono di ridurre
sensibilmente la risposta dinamica delle ciminiere, come si
vede in Figura
1.23 , dove vengono confrontate le risposta trasversali
di una ciminiera con e senza TMD.
Figura
1.23– Risposta trasversale della struttura senza e con TMD
E’
importante comunque, in fase di progettazione, tenere sempre
presente il valore delle azioni del vento che agiscono longitudinalmente
sulla struttura: è del tutto inutile, infatti, un proporzionamento
dei parametri del TMD volto ad eliminare del tutto le vibrazioni
trasversali, quando sulla struttura agiscono anche delle forze
longitudinali. E’ invece opportuno scegliere quei parametri
che garantiscano una mitigazione della risposta della struttura
in maniera tale da prevedere delle oscillazioni trasversali
dello stesso ordine di grandezza di quelle longitudinali.
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